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IPT ridotta senza ASI: si pu˛. La prova da due associati RIVS

15 APRILE 2014

In data 15 febbraio 2013 la suprema corte di Cassazione sembrava aver finalmente messo un punto fermo agli atavici problemi di interpretazione della normativa attualmente vigente, specificando chiaramente – stante la Legge attuale, che il RIVS vorrebbe riformare (http://www.rivs.it/news.php?id=1857) -  che tutti i benefici fiscali di cui all’art.63 della L.342/2000, relativi a tassa automobilistica e imposta provinciale di trascrizione, possono essere attribuiti mediante presentazione di una semplice autocertificazione da parte dell’interessato. L’iscrizione all’ASI, così come per il bollo, dovrebbe dunque, secondo tale pronuncia, essere superflua anche per i passaggi di proprietà. 
Malgrado ciò è ancora molto diffusa negli uffici ACI e PRA, adibiti alla riscossione dell’IPT per conto della Provincia,  la prassi errata di richiedere, al fine della riduzione dell’imposta, l’Attestato di Datazione e Storicità emesso dall’ASI

La legge, però, se ben interpretata, è dalla parte del cittadino, e le storie di due soci RIVS lo possono dimostrare: i nostri combattivi associati sono stati lieti di comunicarci di aver ottenuto la voltura con IPT ridotta senza essere in possesso dell’attestato ASI, seguendo due strade diametralmente opposte. 

Il primo caso riguarda G.M., un nostro socio di Novara, residente quindi in una Regione dove i certificati RIVS sono riconosciuti per l’esenzione del bollo. A seguito dell’acquisto di un veicolo immatricolato nell’aprile del 1993 (e quindi con vent’anni compiuti), si è visto richiedere dal PRA l’attestato ASI per poter fruire dell’IPT ridotta. Ritenendo ingiusta la richiesta, il nostro socio ha deciso di far valere i propri diritti, intraprendendo la strada della combattività. Ha anzitutto inviato a mezzo PEC un interpello alla provincia di Novara (ente competente in merito all’imposta provinciale) e successivamente ha pagato per intero la tassa – 502,00 euro a fronte dei 52,00 richiesti per i veicoli d’interesse storico – per poter trascrivere il veicolo entro i termini previsti dalla legge.
Nel frattempo sono decorsi anche i 120 giorni dalla presentazione dell’interpello alla provincia, la mancata risposta entro i termini previsti ha fatto scattare il silenzio-assenso da parte dell’ente stesso (anche lo Stato ha le sue scadenze da rispettare) e così, passati altri due mesi, e dopo aver contattato personalmente la dirigente della provincia, il socio ha visto approvata la propria richiesta di rimborso, a cui è seguito l’accredito di 450,00 euro (l’esatta differenza tra importo pagato e importo dovuto) mediante bonifico bancario. Un ottimo esempio dunque della valenza e importanza dell’istituto dell’ interpello (http://www.rivs.it/bollo-auto-storiche.php#interpello)

A Milano, invece, un altro socio RIVS ha deciso di intraprendere la strada più ‘diplomatica’ che, a quanto pare, si è rivelata altrettanto fruttuosa. A seguito delle prime difficoltà incontrate con gli impiegati del Pubblico Registro, ha richiesto ed ottenuto un incontro pacifico negli uffici del PRA , durante il quale ha mostrato le circolari interne dell’ACI-PRA e stralci dell’art.63 della legge 342/2000, oltre che le recenti sentenze in materia.
Conscio delle normative in vigore, ha saputo fornire le giuste argomentazioni e rispondere alle obiezioni dei suoi interlocutori (tra i quali il direttore dell’Ufficio stesso), dimostrando il suo diritto a pagare l’IPT ridotta senza dover disporre dell’attestato ASI. 

Completato il proprio iter, nel quale il PRA ha voluto cavillare su altre questioni (come i dati anagrafici riportati sul vecchio CDP, a loro dire, incompleti) il nostro socio ha ottenuto la riduzione dell’imposta, in attesa della risposta definitiva della Provincia.
Il buon senso, in questa situazione, ha avuto quindi la meglio su una prassi di applicazione della legge in materia tanto consolidata, quanto ingiusta. 

Queste due testimonianze potranno orientare dunque i soci e tutti gli appassionati che in futuro vorranno richiedere la riduzione dell’IPT senza dover per forza versare una quota associativa all’ASI. Il consiglio che ci sentiamo di dare in questo ambito è di cercare sempre un dialogo con l’ufficio preposto alla riscossione e, in caso negativo, presentare un interpello alla propria provincia di residenza PRIMA DI EFFETTUARE IL PASSAGGIO DI PROPRIETÀ
Per qualsiasi dubbio e per comunicarci le vostre esperienze, oltre che per richiedere consulenza gratuita se siete iscritti al Registro, vi invitiamo a scrivere all’indirizzo infotributi@rivs.it

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